Una riflessione, e un pizzico di autoironia

Dopo aver concluso, qualche tempo fa, la lettura di ‘In Asia’ ed essermi recentemente addentrata iImmaginen quella di ‘Un indovino mi disse’ ho iniziato a interrogarmi seriamente sull’opportunita’ di continuare questo mio blog… visto che tutti gli aspetti piu’ spettacolari, piu’ caleidoscopici, piu’ dolorosi dell’Asia sono gia’ stati ampiamente raccontati da Tiziano Terzani. A volte mi sembra di poter utilizzare una delle sue pagine di allora per descrivere cio’ che vedo ancora oggi. Non ci resta piu’ niente da dire su questo continente che ancora esercita un certo fascino carismatico sull’uomo occidentale, o dobbiamo perseverare con la testimonianza? Leggendo certi scritti mi sembra che il ventennio alle nostre spalle non abbia davvero cambiato il fondo delle cose. La lotta tra modernizzazione e tradizione e’ ancora presente e non sono cosi’ sicura, come sembrava esserlo Terzani, che la prima finira’ col prevalere definitivamente sulla seconda. Nuove sfide, comunque, si affacciano all’orizzonte. Forse e’ di quelle che bisognera’ parlare, e presto. Per esempio, la Birmania. Pardon, il Myanmar.

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