Parliamo di pirati.

In un post di qualche giorno fa, ho promesso che avrei fornito una descrizione più articolata della famigerata categoria dei pirati, incontrata per la prima volta in Madagascar. Lo studio attento della fauna locale, perpetuatosi per circa 15 mesi in Madagascar, e le cui conclusioni sono state rinforzate da 7 mesi di studio supplementare in Cambogia, mi ha permesso di elaborare la   seguente (e temo incompleta) tabella:

  • Pirata a puttane: trattasi generalmente di turista, età variabile tra i 25 e i 70. Opta per la modalità una botta e via a pagamento, per non incorrere in conseguenze indesiderate. Ragionevolmente consapevole, non domanda più che qualche ora  di piacere. Onesto con la fanciulla e con sé stesso, é la categoria che preferisco, perchè la meno stupida. Entro, consumo, pago e chi si è visto si è visto.
  • Pirata educatore: si può considerare una sotto-categoria del pirata a puttane. Tendenzialmente sessantenne, borghese,  relativamente colto, ha una moglie che lo aspetta a casa. É anche lui un adepto del sesso a pagamento, ma alla botta e via preferisce la formula lunga: la/le signorina/e lo accompagneranno per tutta la durata del soggiorno. Non ha onta di mostrarsi in pubblico, anzi se ne compiace, malgrado la spiccata differenza di età tra lui e le sue fortunate accompagnatrici. Il luogo in cui ama di più esibirsi sono le piscine degli hotel, spesso incurante delle malcapitate famiglie di turisti con bambini. Che devono quindi sorbirsi la sfilza degli urletti compiacenti delle signorine e lo strusciamento dei loro corpi sodi e lucidi al sole su queste vecchie pellacce flaccide. Non ha ancora accettato del tutto la sua condizione di “ciente” e per nascondersela adotta un atteggiamento da educatore appunto: si lancia infatti in articolate spiegazioni sugli argomenti più disparati quali arte contemporanea, storia, letteratura, musica o design. Il tutto a massimo volume, perché tutti i presenti possano apprezzare le sue perle di saggezza. Sembra non realizzare che il suo orizzonte culturale di riferimento non coincide esattamente con quello di una ventenne nata in un villaggio di pescatori sulle coste malgasce. O forse realizza e gode del suo ruolo di mentore. Categoria, insomma, particolarmente rompiballe: chè non riesco a immaginare nulla di peggio di un maiale saccente.
  • Pirata con figlio: siccome uno stronzo nella famiglia non bastava (ne ho incontrati diversi personalmente, purtroppo, di padri che iniziavano i figli ai piaceri della prostituzione, con risultati francamente grotteschi).
  • Pirata innamorato: il pirata innamorato, in genere, vive più o meno stabilmente nello stesso paese della fanciulla. Trattasi sovente di uomo giovane, tra i 30 e i 40 anni, all’apice della carriera professionale e nel baratro di quella sentimentale. Sprezzante del sesso a pagamento, crede nel vero amore, capace di superare qualsiasi barriera e culturale e di colore. Irriducibile romantico, malgrado gli anni di rifiuti, noncuranza o disprezzo manifestati dalle donne incontrate sulla sua via. Trattasi della preda più ghiotta per le signorine, vista la sua tendenza incondizionata a credere di aver finalmente trovato, dopo anni di ricerche, quella giusta.  Se gli va bene, si ritrova di nuovo solo dopo 6 mesi e con molti, molti quattirni in meno. Se gli va male, significa che é passato alla categoria successiva, il pirata incastrato.
  • Pirata incastrato: Categoria complessa, a volte naturale evoluzione del pirata innamorato. Più spesso, pensionato sulla sessantina, necessita a un certo punto della sua vita di scrollarsi di dosso il peso dei suoi anni. Abbandona moglie e figli e parte verso destinazioni esotiche in cerca di nuove avventure. Inevitabilmente prima o poi capita nel tiro di una signorina, un preservativo scordato e bum, si ritrova impelagato in un nuovo matrimonio, una nuova famiglia e tutto da rifare. Lo si vede spesso rincorrere col fiatone la sua prole di 4-5 anni, come farebbe un nonnino al parco giochi col nipote.

Più seriamente, il fenomeno del pirataggio erotico-emotivo mi lascia sempre un po’ interdetta e non sono ancora riuscita a identificarne le motivazioni profonde. Per esempio, questi uomini scelgono consapevolmente la loro condizione di pirati? Ovvero, quattro moine e un bel sedere sono sufficienti ad oscurarne la capacità di giudizio? Non si rendono conto di essere gabbati? Oppure sono così disperati da preferire deliberatamente un surrogato di vita amorosa perchè convinti (spesso a ragione) di non poter avere una compagnia più giovane e più bella – anche se spesso non particolarmente brillante – nel loro paese di origine? Per coloro che sono in età più avanzata, che spesso lasciano mogli e figli già adulti a casa, è forse questa una risposta possibile alla crisi di mezza età? E quanto ai più giovani, sono forse in fuga dal “modello femminile occidentale” rappresentato da una donna emancipata e spesso affermata nel lavoro? Sedere a un tavolo leggendo un giornale mentre la tua compagna, a cui non hai nulla da dire, si fa le unghie, é davvero un’alternativa preferibile a quel modello?

Lascio ai lettori la riflessione su questi interrogativi per i quali io cerco ancora una risposta soddisfacente.

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